Riviera
Fine 2020. In quel periodo ascoltavo soprattutto Trovajoli, Piccioni, Bacharach e molta musica italiana degli anni Sessanta. Per evadere da quei mesi chiusi in casa, mi sono costruito una specie di macchina del tempo diretta verso un'estate italiana fuori dal tempo. Sono nate così una decina di canzoni. Sei sono finite in Riviera, un rimedio casalingo per quel periodo.
texts
Le biciclette
Le biciclette, le sigarette Le canzonette trasmesse nei bar Sandali e anelli, due tamburelli Gli anni più belli che imbruttiscono già La comitiva, Piaggio e Cagiva Bella Marina la mattina in via Brin Gli autobus fermi, i vecchi coi nervi Il sole sui denti come un dritto sul ring Sono solo al porto che scrivo Questo posto mi ammazza, ma non sono cattivo E′ solo il tempo che va Ma quanto male che fa Scriverò milioni di lettere e canzoni d'amore Perché ho caldo alle spalle ma c′ho freddo nel cuore E poi d'estate si muore a stare in questa città Meglio immaginarla lontana e ricordarmi da altrove Delle voci nei bar, le biciclette nel sole E quel bellissimo odore della mia città Che mica se ne va Gelsi e albicocca, baciami in bocca Giù a Piazza Malta i baskettari a giocare Fragole amare, skate e zanzare Due settimane e me ne vado di qua L'anima triste delle turiste Viste e riviste ai tavolini del Met Zingari e cani e vigili urbani Dai paninari bombe e birra alle tre Nera nera come la pece Sto con gli occhi alla strada ma al contrario lei invece Si allontana da me Non sa più niente di me Scriverò milioni di lettere e canzoni d′amore Perché ho caldo alle spalle ma c′ho freddo nel cuore E poi d'estate si muore a stare in questa città Meglio immaginarla lontana e ricordarmi da altrove Delle voci nei bar, le biciclette nel sole E quel bellissimo odore della mia città Che mica se ne va
Santa Teresa
Santa Teresa La notte è un lunapark Noi fra due Winston blu Due mirti freddi, n′est ce pas? Ci stiamo innamorando già? Sotto a una chiesa Noi due seduti a un bar Sei così bella tu Fra un solo giorno te ne andrai Stanotte è l'ultima per noi Cadono cadono cadono Gocce di pioggia sul cuore e sul tavolo Tu sembri un angelo, io un povero diavolo a testa all′ingiù Ti bacio adesso o non ti bacio più Vorresti e vorrei Che bella che sei Madame Santa Teresa La notte se ne va Come in un deja vu La tua corriera partirà Che triste sera sembrerà Cadono cadono cadono Gocce di pioggia, domani è già sabato Ti aspetterò sempre al solito tavolo, piccola mia Il tempo di incontrarti e già vai via Oui, ça ne fait rien Un ultimo bacio E adieu Cadono cadono cadono Foglie ad agosto, che triste spettacolo L'aria di un borgo vicino Strasburgo ti coccolerà L'autunno busserà fra i boulevards Dimenticherò Dimenticherai Goodbye
Venere
Tu per me sei Venere Una dea imprendibile Quando siamo soli insieme Sto bene con te Dico frasi tenere Per vederti ridere Ma non riesco a stare bene Se non sto con te E tutti i baci che mi dai Le carezze che mi fai Non mi basteranno mai, no, mai Mai mai mai mai Tu per me sei Venere Io ti voglio vivere E mi viene naturale Cantare di te Sono cose tenere Ma non so nasconderle E mi sento così male Lontano da te Da tutti i baci che mi dai Le carezze che mi fai Non mi basteranno mai, no, mai Mai mai mai mai E tutti i baci che mi dai Le carezze che mi fai Non mi basteranno mai, no, mai Mai mai mai mai Tu per me sei Venere
Mon Dieu
Fine cena, noi in cucina e tu mi parli di te Di politica argentina, gallerie e tereré Mi guachita clandestina, que tenemos que hacer? Ci facciamo un bagno prima e poi facciamo due té Sempre Stiamo ad ascoltarci per discorsi allucinanti Da niente Case, alberghi, viaggi, tanto mica sto a fidarmi Ovviamente Bella mentirosa che sei Lo sai benissimo che Farei ogni cosa per te Mon Dieu, mon Dieu Sei la ragazza per me Dire il contrario adesso è inutile Mon Dieu, mon Dieu Io sono pazzo di te La mia regina fra le nuvole Che persona ero prima di conoscere te? Senza mate e passeggiate, né meditacion 3 Mio veleno e medicina, mia bambina bohémienne, sì Mi hai cambiato mezza vita e la vuoi tutta per te Sempre Manca un′insalata, un copriletto, una cazzata Da niente E' una mercatopoli cinese questa casa Fa niente Già Milano l′amo di più Pure se il mare non c'è Mi faccio un tuffo con te Mon Dieu, mon Dieu Sei la ragazza per me Dire il contrario adesso è inutile Mon Dieu, mon Dieu Io sono pazzo di te La mia regina fra le nuvole Mon Dieu, mon Dieu Sei la ragazza per me La mia regina fra le nuvole
Tamburelli
Tic tac Te lo ricordi il mare a Playa, bimba? L′estate intera lingua contro lingua Tu eri una conchiglia in fondo al cuore mio Tic tac La vita giù in provincia era tranquilla Ma il tempo è più veloce di una biglia Ci agita e ci imbriglia e imbroglia a modo suo Belli Dei tuoi ricordi restano i più belli Noi due che giocavamo a tamburelli Il sole a Mazzarelli che scendeva giù Palla passa palla Sfonda l'onda, affonda e torna a galla Palla passa palla Schiuma d′onda bionda e blu che balla Palla passa palla Ma mi affoga, giù mi annega e non ti vedo più Scendo giù giù giù Dove l'acqua è blu blu blu E tu non ci sei più glu glu glu glu Splash Tic tac Mi sembra ieri che eri la mia bimba Ma dicono che hai messo su famiglia Un uomo ed una figlia e una Corolla blu Beh, complimenti Io invece giro solo i polpastrelli E gioco tutti i giorni a tamburelli E a parte i miei capelli sono uguale ad anni fa Palla passa palla Sfonda l'onda, affonda e torna a galla Palla passa palla Schiuma d′onda bionda e blu che balla Palla passa palla Ma mi affoga, giù mi annega e non ti vedo più Scendo giù giù giù Dove l′acqua è blu blu blu E tu non ci sei più glu glu glu glu Splash
Santa Domenica
Salvatore sta di fronte ai fichi d′India e fuma un sigaro cubano La signora dei panini è andata a messa e in terza fila prega piano Le buttane della cava stanno ferme sulle sedie bianche in plastica Mio cugino corre sempre lì vicino con la tuta da ginnastica Il fioraio è quatto quatto in via Carducci Aspetta inizi il campionato Al caffè Sicilia vendono i profitteroles con panna e cioccolato E alla diga i vecchi amanti a pomiciare si nascondono giù in macchina È una vecchia cartolina la mattina di Ragusa di domenica Io me la immagino così Come se il tempo non passasse E nessun sindaco cambiasse Tipo un libro, tipo un film Io me la immagino così Che tanto il tempo mica conta È tutto fermo agli anni 80 O almeno dicono così Almeno dicono così Salvatore sta seduto al lungomare e in radio ascolta le partite La signora dei gelati fino a maggio non prepara le granite San Giovanni con San Giorgio sotto braccio balla a tempo di farandola E i turisti di Stoccarda e Francoforte fanno foto al pesce in tavola Alla villa Margherita i vecchi tirano di briscola e di scopa Giù di lì Santa Domenica, nascosta fra le braccia dell'Europa Montalbano ha traslocato, via Ferraris è diversa ma è la stessa E Ragusa è una regina che non è mai diventata principessa Io me la immagino così Come se il tempo non passasse E nessun albero cadesse Tipo un quadro di Magritte Io me la immagino così Che l′orologio giù non cambia È tutto fermo agli anni 80 O almeno dicono così O almeno dicono così Io me la immagino così Una regina senza trono E ormai la guardo da lontano Ma qualcosa è ancora lì C'è qualcosa ancora lì
credits
Prodotto e registrato a Trezzano sul Naviglio da Iacopo Pinna e Lorenzo Vizzini Basso, chitarre, pianoforte: Lorenzo Vizzini Batteria: Dimitris Terpizis Fiati: Ryan Svendsen Archi: Sergji Havryluk Cavaquinho: Joao Callado Artwork: Julieta Vivas ©Ⓟ2022 LA MINIERA